“NOI X: nuovi obiettivi per l’inclusione”
4 Mag 2026
Un progetto che guarda oltre, per costruire futuro
C’è un momento, nel percorso di tante famiglie, in cui tutto sembra fermarsi.
È quello che arriva dopo la scuola, quando le certezze quotidiane lasciano spazio a domande nuove, spesso senza risposte.
È proprio lì che nasce il senso più profondo del progetto “NOI X: Nuovi obiettivi per l’inclusione”, presentato il 29 aprile 2026 nella Sala Ceci del Palazzo dell’Arengo di Ascoli Piceno: non un semplice intervento, ma una visione concreta di futuro capace di accompagnare le persone oltre quel “vuoto” troppo spesso ignorato.
Ad aprire la conferenza è stato l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ascoli Piceno, Massimiliano Brugni, che ha sottolineato come il progetto sia già in fase di avvio e rappresenti un esempio virtuoso di un territorio capace di intercettare opportunità e trasformarle in azioni reali.
Un investimento importante – 648.000 euro finanziati dalla Regione Marche – che trova nella cooperativa Pagefha, ente capofila, il punto di coordinamento di una rete ampia e coesa.
L’iniziativa è cofinanziata dall’Unione Europea e dalla Regione Marche, nell’ambito del Programma Regionale FSE+ Marche 2021–2027 (Asse Inclusione Sociale – OS 4.k). Questo progetto di innovazione sociale nasce per promuovere inclusione attiva, pari opportunità e percorsi di emancipazione per persone con disabilità o in condizioni di vulnerabilità.
«Con la fine della scuola tutto si blocca» è stato uno dei passaggi più significativi dell’intervento.
È proprio da questa consapevolezza che prende forma il progetto: creare percorsi, opportunità e prospettive per il “dopo”, accompagnando i giovani verso una dimensione adulta fatta di autonomia, socialità e, quando possibile, inserimento lavorativo.
A delinearne la struttura è stato il Direttore di Pagefha, Mirko Loreti, che ha evidenziato il carattere fortemente innovativo dell’iniziativa, in linea con le richieste del bando regionale sull’innovazione sociale.
Un progetto che mette al centro la persona, con obiettivi chiari: far emergere talenti spesso nascosti, promuovere autonomie, ampliare le occasioni di socializzazione e integrare le nuove tecnologie come strumenti a servizio del benessere.
Tra gli elementi distintivi, la presenza del Politecnico delle Marche, per lo sviluppo di uno spazio multimediale, e l’introduzione di un ability manager, figura chiave per il coordinamento trasversale delle azioni e il raggiungimento degli obiettivi.
“NOI X” è soprattutto una rete viva, composta da enti pubblici, realtà del Terzo Settore e associazioni che, come è emerso dagli interventi, hanno scelto di collaborare non per necessità, ma per visione.
Simona Marconi, in rappresentanza dell’ATS 21, ha richiamato il concetto di “progetto di vita”, sottolineando come questo non riguardi solo la persona con disabilità, ma l’intera comunità.
Un cambio di prospettiva fondamentale: l’inclusione non è un tema individuale, ma collettivo.
Dello stesso avviso Chiara Buondi (ATS 23), che ha evidenziato il ruolo imprescindibile del Terzo Settore come alleato delle amministrazioni pubbliche, capace di fare rete e rispondere in modo concreto ai bisogni del territorio.
Un valore rafforzato anche dall’intervento di Francesca Olori di Marche Servizi, che ha sottolineato l’importanza del partenariato: una collaborazione costruita su base volontaria, orientata a un obiettivo comune.
Accanto alla dimensione istituzionale, la conferenza ha restituito anche il volto più umano e innovativo del progetto.
Dalla piattaforma digitale presentata da Marco Sorrentino dell’associazione Michele per tutti, pensata per rendere accessibili luoghi ed eventi e facilitare la mobilità delle famiglie, fino all’esperienza di “Orto e Oltre” raccontata da Annarosa Clerici, Presidente di Amici Disparati APS, che ha saputo trasformare la difficoltà in opportunità, creando percorsi di integrazione anche con realtà complesse come quella della dipendenza.
Un approccio che si estende anche al supporto psicologico delle famiglie, all’assistenza legale e alla costruzione di contesti inclusivi realmente accessibili.
Particolarmente significativa la testimonianza dell’associazione La Casa di Asterione, rappresentata da Fabiana Pellegrino, che ha posto l’attenzione su una domanda semplice ma fondamentale:
“E dopo, cosa succede?”
Una domanda che attraversa tutto il progetto e che trova risposta anche attraverso strumenti nuovi, come la redazione giornalistica attivata all’interno dell’iniziativa.
Proprio i ragazzi dell’associazione, presenti in sala, hanno avuto un ruolo attivo durante la giornata, intervistando i partecipanti e raccogliendo le voci del territorio per trasformarle in racconto.
Non spettatori, ma protagonisti.
Non destinatari, ma parte viva del cambiamento.
“NOI X” si muove esattamente in questa direzione: superare l’assistenzialismo per costruire percorsi di autonomia, valorizzare le competenze, creare connessioni.
Un progetto che non si limita a rispondere ai bisogni, ma prova a riscrivere il modo in cui il territorio li affronta.
Forse è proprio questo il suo valore più grande: non promettere soluzioni immediate, ma costruire possibilità durature.
L’inclusione, quella vera, non è un traguardo: è un percorso da fare insieme.
Tag: #inclusione, cooperazione sociale, pagefha